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“L’email marketing è roba da boomer”. Sbagliato !

19 miliardi di email analizzate in Italia in un anno. ROI medio di 42€ per ogni euro investito. Open rate italiano tra i migliori al mondo. Fallo con WhatsApp !

blankGian Luigi Pari #02 della collana 6 min di lettura Ven 05.06.2026
01 — Il mito

Il mito da smontare

“L’email è roba da boomer” oppure “L’email non la legge più nessuno”. Queste sono le frasi che mi ha rivolto un noto imprenditore romagnolo di una azienda “Marketing First” leader nella formazione, ma è anche un’affermazione che trovo speso nel digital italiano. Suona bene, sembra moderne e permette di fare i brillanti senza portare un solo dato. È il genere di scorciatoia intellettuale che ti fa sembrare aggiornato mentre, in realtà, stai solo ripetendo un luogo comune stanco.

La verità è più semplice e molto meno glamour: non è l’email a essere vecchia, è vecchio il modo in cui molti la usano. Newsletter inutili, liste sporche, contenuti generici, automazioni inesistenti, nessuna segmentazione. Poi si guarda il risultato mediocre e si dà la colpa allo strumento. Comodo. Sbagliato.

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02 — I dati

Il dato non mente

Il mito


“L’email è solo per i boomer” o “L’email non la legge più nessuno”

La realtà

L’email è ancora dentro le abitudini digitali degli italiani ed è usata regolarmente dal 62% della popolazione trai i 25 e 44 anni.

Fonte: ISTAT 2024 · MailUp Osservatorio 2025 · Magnews Dossier 2025
62%
Gli italiani che usano la posta elettronica regolarmente, contro il 73,4% che usa la messaggistica istantanea. L’email non ha perso senso: ha smesso di essere il canale più rumoroso. È rimasta il canale utile, quello che conta davvero quando devi fare business.
Fonte: ISTAT 2024
19 Mld
Email inviate in Italia in 12 mesi, su 9.000 piattaforme. Non numeri da canale morto. Non numeri da reliquia digitale. Numeri da infrastruttura viva, usata ogni giorno da aziende, professionisti e utenti reali.
Fonte: MailUp Osservatorio Statistico 2025
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03 — L'analisi

Il problema vero

Il problema non è l’e-mail. Il problema è il marketing pigro che pretende risultati da uno strumento trattato male. L’email funziona quando costruisci relazione, quando segmenti, quando scrivi per persone vere e non per un database indistinto. Se la usi come un megafono, fallisce. Se la usi come un sistema, converte.

Qui sta il punto che molti evitano: l’email non premia il talento di chi “spinge forte”, premia la precisione. Non vince chi urla di più. Vince chi capisce il contesto, il timing, il bisogno e il contenuto giusto. È un canale spietato, ed è proprio per questo che è ancora potentissimo.

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04 — Il manifesto

Manifesto operativo

L’email non è vintage. È un asset. Non è un residuo del passato. È un’infrastruttura di relazione. Non è il posto dove finisce il marketing debole. È il posto dove il marketing serio dimostra se sa davvero parlare alle persone.

— Dati, non chiacchiere

Chi la liquida come “roba da boomer” sta facendo un’altra operazione: stanno giustificando l’assenza di strategia. Perché segmentare costa fatica. Perché pulire un database richiede metodo. Perché scrivere bene è più difficile che pubblicare a caso. È più facile dare la colpa al canale che al proprio lavoro.

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05 — Case study

Case study: logica reale, non favola

Caso realistico · Italia fine 2025-2026

Una scrittrice e influencer (700k follower) italiana ha smesso di inseguire like sui social e ha ricominciato a lavorare bene sull’email, circa 120k indirizzi, più delle meta dormienti: lista ripulita, segmenti chiari, sequenze automatiche, contenuti utili. Nessuna magia. Solo disciplina.

+38%
Aumento delle aperture sulle email segmentate. La segmentazione non è un optional: è il fattore che separa chi ottiene risultati da chi raccoglie disiscrizioni.
Fonte: Misurazione interna · email segmentate vs generaliste
+24%
Aumento delle richieste commerciali da contatti già presenti nel CRM, riattivati tramite sequenze automatizzate. Il database era già lì: nessuno lo stava usando con metodo.
Fonte: Analisi CRM · confronto semestrale
-17%
Riduzione del costo medio per lead rispetto alle campagne social pure nello stesso periodo. Meno dipendenza dall’umore degli algoritmi, più controllo sui risultati.
Fonte: Calcolo interno · CPL email vs social ads
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06 — Checklist

Cosa fare adesso

L'azione concreta

Piano operativo — Email Marketing 2025


  • Fai pulizia nella lista. Rimuovi i contatti inattivi da più di 12 mesi. Una lista da 1.000 contatti puliti vale più di una lista da 10.000 contatti sporchi.

  • Segmenta per interesse e comportamento. Smetti di inviare tutto a tutti: è la prima causa di disiscrizioni e di risultati mediocri.

  • Smetti di inviare email solo perché “è lunedì e bisogna mandare la newsletter”. Se non hai nulla di utile da dire, non inviare. Il silenzio è meglio del rumore.

  • Attiva una sequenza automatica vera: benvenuto, nurturing, riattivazione. Cinque email costruite una volta sola che lavorano per sempre valgono più di cinquanta invii casuali.

  • Testa oggetti, preheader e CTA. L’oggetto determina il 70% dell’open rate: è la variabile con l’impatto più alto e il costo di test più basso.

  • Collega email, CRM e sito. Senza integrazione stai volando cieco sul canale con il ROI più alto del digital marketing.

  • Misura conversioni, non vanità. Non i follower, non le aperture aggregate: le richieste di contatto, i preventivi richiesti, gli acquisti generati. Taglia ciò che non funziona, scala ciò che genera relazione e business.
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07 — Conclusioni

Conclusione

Dire che l’email è “solo per i boomer” è una frase che serve a chi vuole sembrare aggiornato senza conoscere i dati. Il mercato italiano racconta altro: l’email è ancora usata, ancora letta, ancora misurata e ancora capace di portare risultati concreti.

La verità è questa: il canale non è il problema. Il problema è il marketing fatto male. E nel digital, prima o poi, i numeri presentano il conto.

La domanda giusta non è “l’email funziona ancora?”. La domanda giusta è: “Sto usando l’email con metodo o sto cercando una scusa per non farlo?” Se non hai una lista segmentata, flussi automatizzati e un CRM integrato, non stai usando l’email marketing: stai inviando email. Sono due cose molto diverse.

— Dati, non chiacchiere

Hai abbandonato l’email per i social? Scrivimi con i dati del confronto: sono curioso di vedere se i numeri reggono.

AGGIORNAMENTO 11.06.26 –Dal 28.10 è necessario acquisire il consenso anche per automazioni e tracciamento aperture. Vedi l’approfondimento Tracking pixel delle email, stesso trattamento dei cookies

 

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Gian Luigi Pari
One Digital Team