· Gian Luigi Pari · Accessibilità · 6 min read
Accessibilità sito web: cosa davvero fare subito
Cosa è cambiato dal 28/06/2025
È passato un mese dalla data spartiacque: il 28 giugno 2025 l’EAA ha iniziato a produrre effetti vincolanti. Da allora, qualsiasi nuovo prodotto o servizio digitale immesso sul mercato dell’UE e rivolto ai consumatori deve rispettare requisiti di accessibilità chiari e verificabili.
Non è un adempimento “nice to have”: è normativa cogente, con impatti concreti su roadmap, design system, contenuti, sviluppo e qualità.
L’accessibilità non è solo compliance: porta esperienze migliori, più pubblico (circa il 20% della popolazione europea vive una forma di disabilità) e rischi legali ridotti. Per molte aziende è anche un modo per rafforzare posizionamento, reputazione e SEO (testi chiari, struttura semantica, performance, contenuti fruibili).
Ambito di applicazione: chi e cosa rientra
La direttiva coinvolge operatori economici che forniscono prodotti o servizi digitali ai consumatori (B2C) nell’UE. In sintesi, rientrano:
- Siti web e app mobili rivolti al pubblico.
- E‑commerce B2C.
- Servizi bancari per consumatori.
- Software e interfacce digitali, incluse postazioni self‑service (ATM, biglietterie, chioschi).
- Servizi di trasporto passeggeri (aerei, ferroviari, urbani/extraurbani) con tutte le componenti digitali: siti, app, e-ticket, info in tempo reale.
- Accesso a media audiovisivi e servizi di comunicazione elettronica.
- E‑book e lettori di e‑book.
- Comunicazioni di emergenza verso il 112.
Gli obblighi si distribuiscono lungo la filiera (fabbricanti, importatori, distributori, fornitori di servizi). Il fornitore di servizi è responsabile finale della conformità del servizio offerto.
E i siti B2B?
L’EAA si focalizza sui servizi B2C. Tuttavia, porzioni pubbliche di siti B2B (es. “Lavora con noi”, aree informative accessibili senza login) o realtà che beneficiano di contributi pubblici possono ricadere nella Legge Stanca e nella Legge 67/2006 (antidiscriminazione). In pratica: ignorare l’accessibilità in B2B è rischioso e controproducente anche sul piano commerciale.
Cosa è obbligatorio adesso
Per i nuovi prodotti/servizi (post 28/06/2025), la conformità si misura rispetto a:
- WCAG 2.1 livello AA (consigliata WCAG 2.2 AA in ottica futura).
- Normativa tecnica europea UNI CEI EN 301 549:2021 (recepisce i criteri WCAG per web/app e amplia ai requisiti ICT).
Principi WCAG (POUR):
- Percepibile — alternative testuali, sottotitoli, contrasto adeguato.
- Utilizzabile — navigazione da tastiera, focus visibile, controlli accessibili.
- Comprensibile — linguaggio chiaro, pattern coerenti, gestione errori.
- Robusto — compatibilità con tecnologie assistive e diversi user agent.
Obblighi pratici per siti/app:
- Testi chiari e leggibili, tipografia e contrasto conformi.
- Alt text per le immagini e descrizioni degli elementi non testuali.
- Navigazione da tastiera completa, focus state evidente, skip link.
- Sottotitoli e trascrizioni per i contenuti multimediali.
- Form con etichette, istruzioni, gestione e annuncio degli errori.
- HTML semantico e ARIA “con misura” (solo dove serve).
- Evitare CAPTCHA non accessibili o prevedere alternative equivalenti.
- Link descrittivi (no “clicca qui”) e titoli di pagina significativi.
Documenti e adempimenti: cosa pubblicare e quando
- Dichiarazione di Accessibilità: va pubblicata ogni anno entro il 23 settembre, indicata nel footer del sito/app e aggiornata quando lo stato cambia.
- Meccanismo di feedback: un canale semplice (es. form dedicato) per segnalazioni e richieste di assistenza legate all’accessibilità.
- Documentazione interna: audit, test, analisi sull’onere sproporzionato (se invocato), piani d’azione e verifiche periodiche.
Eccezioni e deroghe (senza farsi illusioni)
- Microimprese (meno di 10 dipendenti e ≤ 2M€ di fatturato/attivo): esentate per i servizi, non per i prodotti. Restano consigliate buone pratiche di accessibilità.
- PMI – onere sproporzionato: possibile deroga se l’adeguamento causa costi eccessivi rispetto ai benefici o una modifica sostanziale della natura del servizio/prodotto. La valutazione deve essere documentata, conservata 5 anni, e rivalutata ogni 5 anni o al cambiare del servizio.
- Attenzione: chi riceve fondi per migliorare l’accessibilità non può invocare l’onere sproporzionato.
Scadenze e periodo transitorio
- Servizi esistenti prima del 28/06/2025: transizione fino al 28/06/2030. Possono proseguire utilizzando i prodotti legittimamente in uso prima di quella data.
- Modifiche sostanziali: qualunque cambiamento strutturale/funzionale/tecnologico/layout prima del 2030 fa scattare l’obbligo di conformità immediato.
- Terminali self‑service: utilizzabili fino a fine vita economica utile, comunque non oltre 20 anni dalla messa in funzione.
- Dichiarazione: pubblicazione/aggiornamento annuale entro 23 settembre.
Chi controlla e quali sanzioni
- Prodotti: vigilanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMIT).
- Servizi: vigilanza AgID (che adotta anche le modalità di accertamento e sanzione).
Sanzioni:
- 5.000 – 40.000 € per mancato rispetto dei requisiti.
- Fino al 5% del fatturato per grandi realtà già soggette alla Legge Stanca.
- 2.500 – 30.000 € per mancata collaborazione o inottemperanza.
- Possibili misure restrittive: ritiro dal mercato/oscuramento del servizio.
Come mettersi in regola: piano d’azione pragmatico
1) Audit e baseline (subito)
- Esegui test automatici (es. axe/WAVE) e manuali (screen reader, tastiera, zoom, contrasto).
- Valuta template, componenti UI, workflow critici (ricerca, checkout, autenticazione).
- Coinvolgi utenti con disabilità per test qualitativi su scenari reali.
2) Remediation e priorità (2–6 settimane)
- Crea un backlog di difetti mappato a criteri WCAG e EN 301 549.
- Risolvi prima gli errori bloccanti (focus/focus‑trap, etichette form, contrasto, alt text, semantica).
- Aggiorna design system e component library (pattern accessibili per bottoni, modali, tab, accordion, toast).
3) Governance e contenuti
- Definisci owner e RACI per accessibilità (design, dev, content, QA).
- Redigi Linee Guida interne (scrittura chiara, link descrittivi, immagini con alt, video con sottotitoli).
- Forma team e fornitori su WCAG/EN 301 549, test con tecnologie assistive e QA accessibile.
4) Dichiarazione e feedback
- Pubblica la Dichiarazione di Accessibilità (con stato, ambito, metodi di valutazione, eventuale onere sproporzionato, contatti).
- Attiva un canale di segnalazione: rispondi in tempi certi, traccia richieste e correzioni.
5) Monitoraggio e prevenzione regressioni
- Inserisci check accessibilità in CI/CD (linting, audit su build).
- Prevedi accessibility gates in PR per componenti e pagine.
- Ripeti audit periodici e formazione continua (nuovi assunti, fornitori).
Quick‑wins tecnici che “spostano l’ago”
- Titoli e landmark corretti (
<h1>…<h6>,header,nav,main,footer). - Ordine di tabulazione naturale; focus sempre visibile.
- Form:
labelassociate,aria-describedbyper hint/errori, prevenzione errori nei passaggi critici. - Media: sottotitoli, trascrizioni, controlli accessibili.
- Colori: rapporto 4.5:1 (testo normale), 3:1 per titoli grandi/UI essenziale.
- Componenti JS: evitare focus‑trap e annunci non gestiti; usare ARIA solo quando serve.
- CAPTCHA: preferire alternative accessibili (es. verifiche non visuali, proof‑of‑work dietro le quinte).
- PDF/documenti: fornire versione HTML o PDF taggati realmente accessibili.
Domande frequenti (FAQ)
Le microimprese sono sempre fuori?
Per i servizi, sì: sono esentate; per i prodotti, no. In ogni caso, applicare buone pratiche riduce rischi e migliora UX.
Cos’è l’“onere sproporzionato”?
Una valutazione oggettiva (costi/benefici, dimensioni azienda, ciclo di vita) che va documentata, conservata 5 anni e rinnovata ogni 5 anni o al cambiare del servizio. Non vale se ricevi fondi per accessibilità.
Siamo B2B: possiamo ignorare l’EAA?
No: parti pubbliche del sito e situazioni legate a Legge Stanca/antidiscriminazione possono rendere l’accessibilità necessaria. Inoltre, è un vantaggio competitivo.
WCAG 2.1 AA è sufficiente?
È la baseline richiesta; adottare WCAG 2.2 AA oggi riduce debito tecnico domani.
Conclusione: da obbligo a vantaggio competitivo
L’EAA non è un ostacolo, è una leva di business. A 30 giorni dall’entrata in vigore, la differenza tra chi rimanda e chi agisce è già visibile: meno rischi, più utenti serviti, migliore qualità del prodotto digitale.
Mettere l’accessibilità a sistema — design system, contenuti, sviluppo, QA, governance — significa costruire esperienze includenti, ridurre i costi di manutenzione e aprire il brand a nuove opportunità (pubbliche e private).
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