Always Beta. Da buzzword a disciplina organizzativa

31 Dicembre 2025  ·  3 min di lettura

Tutti hanno un piano finché non ricevono un pugno in faccia. Come insegno ai team ad amare il caos

Nello sviluppo software, il termine “Beta” indica la fase di test conclusiva che precede il rilascio ufficiale di un prodotto. In questo stadio, le aziende distribuiscono versioni preliminari del software a gruppi ristretti di utenti, che contribuiscono a individuare eventuali difetti presenti, ma non emersi durante i primi test.

Oggi, l’ambiente lavorativo delle software house (e non solo) è profondamente influenzato dalle dinamiche dell’intelligenza artificiale: è come trovarsi in una fase “Beta Perenne”.

Per trarre vantaggio da questa innovazione continua, dobbiamo comprendere che il “cambiamento” non avrà mai una conclusione definitiva e riconoscere che le nostre modalità di lavoro continueranno a trasformarsi. Coltivando questa “mentalità Beta perpetua”, saremo in grado di accettare e abbracciare il cambiamento con maggiore naturalezza, anche quando genera incertezza.

Per diventare Navy SEAL, i soldati affrontano prove mentali e fisiche estreme. Una delle più difficili è la “surf torture”: restare sulla battigia, in piedi, seduti o sdraiati con le braccia conserte, mentre le onde gelide dell’oceano li travolgono ripetutamente, portandoli quasi all’ipotermia. Questo esercizio ha uno scopo preciso: insegnare a “sentirsi a proprio agio nel disagio”. Allo stesso modo, imparare a mantenere concentrazione e apertura verso nuove modalità lavorative ci permette di affrontare l’incertezza e sviluppare una mentalità Beta perpetua.

Mike Tyson ha detto: “Tutti hanno un piano finché non ricevono un pugno in faccia”. È per questo che preparazione e addestramento contano ancora più della pianificazione stessa.

Preparazione e addestramento contano ancora più della pianificazione stessa.

Personalmente, mi alleno con l’improvvisazione teatrale: ascolto attivo, reattività immediata, valorizzazione del partner.

Quando si dispone di un team formato dalle persone giuste che operano nella direzione corretta, queste sapranno adattarsi nei momenti critici. E lo faranno mantenendo lucidità, senza cedere al panico. Per questo la formazione continua e lo sviluppo professionale sono fondamentali.

Il concetto di “Beta Perpetua” è una metafora efficace per ispirare e guidare le organizzazioni nell’adozione dell’intelligenza artificiale e nell’adattamento a un mondo in rapida trasformazione.

In questo articolo su Deloitte, l’era del “costruiscilo bene una volta e dimenticatene” è tramontata. Anche l’approccio “Kaizen” del miglioramento tecnologico incrementale sta per essere superato: nei prossimi cinque anni si prevede una trasformazione radicale di strumenti e competenze professionali, con l’organizzazione tecnologica che diventerà un motore dinamico di cambiamento.

Sia chiaro: non esiste un modello unico e definitivo. Soluzioni verticali come Copilot o Gemini sono pensate per l’utilizzo individuale, non di un team. Le aziende, necessitano di soluzioni orizzontali. Alcuni agenti AI stanno ridefinendo le modalità lavorative, modificando i flussi operativi, ripensando i ruoli umani e creando processi completamente nuovi, progettati attorno agli agenti stessi.

Le organizzazioni non dovranno semplicemente stare al passo con l’intelligenza artificiale (le conversazioni attuali sull’IA sono già molto diverse da quelle di sei mesi fa), ma dovranno lasciarsi guidare verso territori inesplorati.

L’obiettivo finale non è aggiornare le tecnologie, ma risolvere problemi aziendali concreti. La vera sfida è di natura umana: conquistare la fiducia necessaria per favorire l’adozione e stabilire i giusti protocolli di governance.

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